Il numero conta, ma il modo in cui si rompe conta di più
Il pull-off test risponde a una domanda precisa: quel rivestimento, quella malta da ripristino o quel rinforzo in fibra di carbonio è davvero attaccato al calcestruzzo, o si staccherà al primo carico serio? Lo eseguo secondo la UNI EN 1542, ed è una prova che mi serve quasi sempre dopo un intervento, per controllare che il lavoro fatto tenga.
Funziona al contrario del pull-out: invece di estrarre qualcosa da dentro, incollo un disco metallico sulla superficie e poi lo tiro perpendicolarmente, in modo controllato, fino al distacco. La forza al distacco mi dà il valore di adesione.
Questa è la parte che spiego sempre, perché è dove si vede l’esperienza. Quando il disco si stacca, guardo dove è avvenuta la rottura: se cede l’incollaggio del disco, la prova non è valida e va rifatta; se si rompe il rivestimento, il problema è il rivestimento; se si porta via un pezzo di calcestruzzo sano sotto, vuol dire che l’adesione era ottima ed era il supporto a essere debole. Il valore di forza senza la lettura della modalità di rottura, da solo, dice metà della verità. Per questo lo uso soprattutto sui collaudi dei rinforzi strutturali, dove sbagliare questa valutazione significa fidarsi di un rinforzo che non tiene.