Quando le tiro fuori
Le prove soniche sono cugine delle ultrasoniche, ma le uso su un altro materiale e per un altro scopo: le murature. Su una parete in pietra o in mattoni, soprattutto se antica, l’ultrasuono non funziona bene — il materiale è troppo disomogeneo. Lì entrano in gioco le onde soniche, a frequenza più bassa, che attraversano meglio una muratura fatta di elementi diversi e di malta.
Genero un impulso da un lato del muro con un colpo strumentato e lo rilevo dall’altro, misurando il tempo di attraversamento. Una muratura compatta e ben costruita trasmette l’onda in fretta; una con vuoti interni, distacchi tra i paramenti o malta degradata la rallenta.
Le uso soprattutto su edifici storici e in muratura, dove devo capire com’è fatto un muro che non posso aprire: se i due paramenti sono collegati o viaggiano separati, se all’interno ci sono vuoti, se la sezione è piena o a sacco. E le uso prima e dopo un intervento di consolidamento con iniezioni: confrontando le velocità misurate prima e dopo, verifico se le iniezioni hanno davvero riempito i vuoti o se è rimasto qualcosa di scollegato. È una delle poche prove che ti permette di dire, dati alla mano, se un consolidamento ha funzionato.