Ricerca di Infiltrazioni e Perdite d’Acqua negli Edifici

Infiltrazioni da coperture, terrazze e murature


Le infiltrazioni d’acqua sono, nella mia esperienza, la causa più frequente di danno in un edificio — e una delle prime ragioni di lite tra privati, tra condòmini, tra proprietario e impresa. Il problema vero, quasi sempre, è che il punto da cui l’acqua entra non coincide con quello dove la macchia compare: per questo trovarla non è questione di un solo strumento, ma di un metodo. Il mio lavoro è seguire l’acqua fino alla sua origine, senza demolire a tentativi.

Quando l’acqua viene dall’alto — una terrazza, un lastrico solare, un tetto — parto sempre dall’ispezione visiva: l’acqua, nel suo percorso, lascia tracce che a un occhio allenato dicono già molto. Poi passo alla termografia, che mostra l’estensione reale della zona bagnata e il percorso che l’acqua ha compiuto prima di affiorare. Dove serve quantificare, uso l’igrometria dielettrica e a microonde, che non solo trova l’umidità ma misura quanta ce n’è e a che profondità. E quando devo provare l’origine, riproduco il fenomeno con le prove di tenuta, eventualmente marcando l’acqua con i liquidi traccianti e il Luminol. Sulle guaine, un metodo che funziona bene è il gas tracciante iniettato sotto l’impermeabilizzazione: dove la guaina è forata, il gas esce e lo intercetto in superficie.

Perdite da tubazioni e condotte

Sulle perdite da impianti il ragionamento cambia. Sui tubi in pressione uso la geofonia, che mi fa "sentire" dalla superficie il rumore dell’acqua che esce, oppure il gas tracciante che risale dal punto della falla. Per le piccole perdite mi appoggio a manometri digitali ad alta sensibilità con data-logger, capaci di registrare cali di pressione minimi e dirmi anche a che ora sono avvenuti. Sugli scarichi e le condotte non in pressione entro invece con la videoendoscopia: la sonda filma l’interno del tubo e, grazie al trasmettitore in radiofrequenza, mi fa individuare dall’esterno il punto esatto del difetto. Quando devo ritrovare un pozzetto o una condotta metallica sepolta, uso la magnetometria.

Dalla diagnosi alla perizia

Trovare l’infiltrazione è metà del lavoro. L’altra metà è documentarla in modo che regga: nei contenziosi su infiltrazioni — chi ha causato il danno, chi deve ripararlo, se un intervento precedente è stato fatto a regola d’arte — la differenza la fa una diagnosi strumentale chiara, con dati e immagini, non un’opinione. È il punto in cui la ricerca tecnica diventa una perizia di parte utilizzabile davanti a un giudice.