Due usi che valgono il doppio
La prova di tenuta è il metodo più diretto che ho per le infiltrazioni: invece di aspettare la prossima pioggia, ricreo io la condizione che fa entrare l’acqua e guardo cosa succede. Allago una terrazza controllando il livello, oppure metto in pressione un impianto, e verifico se e dove l’acqua passa. Se filtra, ho trovato il punto debole; se tiene, quel punto l’ho escluso.
È una prova che procede per esclusione, ed è il suo pregio: testando un’area per volta — prima lo scarico, poi la guaina, poi i giunti — isolo la causa invece di tirare a indovinare.
La uso in due momenti opposti, ed è quello che la rende preziosa. Prima, per diagnosticare: su una terrazza che perde verso l’appartamento sotto, la prova a immersione mi dice se il problema è l’impermeabilizzazione o lo scarico. Dopo, per collaudare: quando un’impermeabilizzazione è stata appena rifatta, la stessa prova dimostra che il lavoro tiene, prima che le piastrelle ci vadano sopra e sia troppo tardi per accorgersene. Nei contenziosi questo doppio uso pesa: con una prova di tenuta documentata si stabilisce sia da dove entrava l’acqua, sia se chi ha riparato ha fatto bene il suo lavoro.
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