Quando funziona e quando no
La geofonia è il metodo dell’ascolto. Quando l’acqua esce da una tubazione in pressione genera un rumore — un sibilo, un fruscio costante — che si propaga nel terreno e nei materiali intorno. Io quel rumore lo cerco: con sensori molto sensibili appoggiati sul pavimento o sul terreno e una cuffia, mi sposto sull’area sospetta e ascolto dove il suono della perdita è più forte. Quel punto è il punto.
Serve orecchio ed esperienza, perché in un ambiente reale di rumori ce ne sono tanti, e il mestiere sta nel distinguere quello della perdita da tutto il resto.
Sono diretto sul limite, perché evita sopralluoghi inutili: la geofonia ha bisogno di due condizioni. La tubazione dev’essere in pressione — su uno scarico che non spinge, l’acqua non fa abbastanza rumore — e l’ambiente, durante la misura, dev’essere ragionevolmente silenzioso. Quando queste condizioni ci sono, su una perdita di rete idrica sotto il massetto o nel giardino è il metodo più rapido che esista. Quando mancano, cambio strumento: passo al gas tracciante, che non dipende dal rumore. È sempre la stessa logica — scelgo il metodo adatto al caso, non applico sempre lo stesso.
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