Prove Ultrasoniche: Velocità degli Impulsi nel Calcestruzzo

Prove ultrasoniche

Da sola dice metà, in coppia con lo sclerometro dice di più

Le prove ultrasoniche mi servono per capire com’è fatto un calcestruzzo dentro, non in superficie. Le eseguo secondo la UNI EN 12504-4: mando un impulso ultrasonico da un lato dell’elemento e misuro quanto tempo impiega ad arrivare dall’altro. Da quel tempo ricavo la velocità di propagazione, e quella velocità mi racconta molto. Un calcestruzzo compatto e sano lascia correre l’onda velocemente; un vuoto, un nido di ghiaia, una fessura interna la rallentano o la deviano. Dove la velocità cala, lì c’è qualcosa che non va.

Il punto tecnico che fa la differenza è questo: la velocità ultrasonica da sola non mi dà la resistenza del calcestruzzo, ma combinata con l’indice sclerometrico sì, ed è il metodo che gli addetti chiamano SonReb. Lo sclerometro legge la durezza superficiale, l’ultrasuono attraversa lo spessore: incrociando i due dati ottengo una stima della resistenza molto più solida di quella che darebbe ciascuna prova presa da sola. È così che lavoro quando devo dare un numero affidabile senza arrivare per forza al carotaggio.